Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale

di Caritas Diocesana di Cuneo

La raccolta fondi è conclusa

"La dignità delle persone, giovani, adulti o immigrati passa sempre da un adeguato lavoro. E’ sempre difficile trovarne uno degno, specie per coloro che si affacciano verso una prima occupazione. Incombe sempre il rischio di lavori precari, sfruttati e non adeguatamente remunerati. E’ compito di una vera comunità cristiana interrogarsi sul senso e sul significato del lavoro che dà dignità alla persona." (Lettera Pastorale del Vescovo sull’ “Uscire” anno 2017)

0 €
Raccolti
0
Donatori
-23
Giorni rimasti
Nei 18 mesi che vanno dal 1 gennaio 2016 a giugno del 2017 nei Centri di ascolto Caritas abbiamo registrato circa l’80% di persone non occupate, cioè prive di un lavoro e quindi di un reddito. Tra il 2015 e il 2016 la disoccupazione era intorno al 75%. 
Cresce dunque la mancanza del lavoro come causa di povertà e di emarginazione. Il 20% di coloro che frequentano i nostri Centri ha un lavoro, ma si tratta nella grande maggioranza dei casi di lavori insufficienti,  di poche ore settimanali – donne che lavorano come colf o badanti qualche giorno a settimana - sovente senza contributi o con orari sfiancanti, come per la raccolta della frutta o della verdura. In ogni caso le 584 persone che si sono in qualche modo rivolte a noi nel 2016 sono in stato di povertà a causa di un lavoro non dignitoso, mal remunerato o assente.